Attività ed esperienzeLuoghi da visitare

I famosi Castelli di Langa, le suggestive chiese, i musei ed i punti da cui godere del più bel panorama. Un territorio ricco di spunti e di opportunità per vivere una piacevole vacanza.

Castello di Serralunga

Serralunga deve il suggestivo nome alla sua posizione: un minuscolo gruppo di case languidamente allungato sul crinale di una collina sospesa tra nord e sud, come se davvero fosse una lunga “serra” capace di proteggere con il suo particolare microclima primizie e prodotti introvabili altrove.

La sua importante tradizione enologica ha portato il nome di questo paese così piccolo sulle tavole di tutto il mondo, ma la natura selvatica, chiusa ed un po’ aspra di questa terra si legge ancora oggi nelle rughe e nei solchi che scavano i vigneti e i visi dei serralunghesi. Ed è questo… forse, il fascino di Serralunga: la sua voluttuosa ritrosia a concedersi” alle lusinghe turistiche, la sua testardaggine a voler rimanere lontana dalle carte patinate dei tour operator per offrire la sua vera natura, severa ed incontaminata, solo a chi la saprà scoprire, percorrendo con affettuosa pazienza e con devozione ogni più piccolo solco, ed ogni ruga, delle sue antiche mura.

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Castello di Grinzane Cavour

Tra i più antichi e importanti delle Langhe, corredato di uno stupendo belvedere dominante i vigneti che si estendono a perdita d’occhio, il castello è un imponente edificio a pianta quadrilatera con un’alta torre, le cui origini risalgono al 1200.

Nel 1832 la costruzione pervenne all’amministrazione di Camillo Benso di Cavour: vi soggiornò dal 1832 al 1849, è ancora oggi possibile visitare la sua camera e ammirare le sale che custodiscono arredi d’epoca e cimeli cavouriani. Qui il Conte si occupò di innovazioni nel settore agricolo e nella vinificazione.

Oltre al ristorante, il castello ospita l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour (prima nella regione) ed i due musei (Museo con cimeli cavouriani e un Museo Etnografico).

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Castello di Barolo (Wimu)

Il vino Barolo prende il nome dal paese omonimo. E come il suo vino, anche il borgo di Barolo ha origini antiche e profonde.

La scelta di creare un nuovo museo, generalmente, mira a consentire a una collettività di rapportarsi con i valori culturali espressi dal proprio patrimonio storico, artistico e antropologico. Museo non come puro contenitore di oggetti, dunque, quanto piuttosto un’istituzione in grado di svolgere in modo omogeneo le funzioni di conservazione, fruizione e valorizzazione di un bene culturale.

Se dunque la produzione del vino, e il territorio di cui questo vino è frutto, rappresentano un potente fattore di identità culturale di un’area, la mancanza di un museo dedicato alla cultura del vino costituiva una lacuna da colmare.

E quale luogo meglio di questo per raccontare la storia, le tradizioni e l’economia di un prodotto – il vino – che nel Barolo ha uno dei suoi principali alfieri nel mondo?

Lo scenario architettonico – il castello Falletti, immobile di indubbio pregio storico – consente di valorizzare appieno la cultura enoica. E in più ha il vantaggio di coniugare le esigenze di mantenere vivo e attivo il maniero con quelle di ampliare la sua promozione e accessibilità pubblica.

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Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo

L‘Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, nata e promossa nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food con la collaborazione delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è un’università non statale legalmente riconosciuta dallo stato italiano.

L’obiettivo è di creare un centro internazionale di formazione e di ricerca, al servizio di chi opera per un’agricoltura rinnovata, per il mantenimento della biodiversità, per un rapporto organico tra gastronomia e scienze agrarie.

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La gipsoteca di Santa Vittoria d’Alba

Un luogo dedicato all’arte e al talento, immerso nel paesaggio e nella storia, sorvegliato dall’imponente castello e dalla torre, congiunto alla Confraternita di San Francesco.

La Gipsoteca di Santa Vittoria d’Alba rappresenta il punto di congiunzione tra il talento artistico dello scultore Gioachino Chiesa e le bellezze paesaggistiche del territorio.

La mostra si rinnova e vive delle opere con cui l’autore l’arricchisce: dal figurativo all’astratto, movendosi attraverso tecniche diverse ed innovative, sino al design, Chiesa, versatile ed instancabile, dona la sua energia ad ogni pezzo. Figure bianche in gesso, bronzi bruniti, forme in marmo rosa, disegni e quadri accolgono il visitatore per lasciare un messaggio espressivo a chi saprà coglierlo.

Gioachino Chiesa, originario di Santa Vittoria d’Alba, autodidatta, ha dedicato tutta la sua vita alla scultura. È cavaliere della Repubblica per meriti artistici e dal 2005 il suo nome è legato a Santa Vittoria d’Alba grazie alla mostra permanente presso la Gipsoteca comunale, oltre che al monumento ai caduti di tutte le guerre (1967).

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Chiesa di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba

Quella che è oggi conosciuta come chiesa di San Francesco nasce da tempo immemorabile come casa civile, assunta poi a sede della  confraternita“sancti spiritus de sancta uitoria”; se ne ha testimonianza in un legato testamentario dell’anno 1225 a favore dell’istituzione, raccolto  in un registrum compilato nel 1441 dall’allora priore Odino Capello.

Era situata super porta solani, ovvero sopra la porta che conduceva alla villa, e la poderosa torre che ne occupa l’angolo Sud-Est ne era forse il baluardo difensivo; documenti dell’epoca riportano questa collocazione aggiungendo che essa era utilizzata pro reponendo de feno, il cui affitto veniva pagato in natura con vino o prestazioni d’opera per la confraternita.

L’edificio racchiude un prezioso ciclo di affreschi raffigurante scene della passione del Cristo che si sviluppa per oltre 34 metri su tre lati della navata, databili intorno alla metà dell’anno ‘500, di autore sconosciuto.